Fatture intracomunitarie ed estere

L'azienda può acquistare e vendere nell'Unione europea, facendo così operazioni intracomunitarie (Intra), oppure può acquistare e vendere nei paesi extracomunitari, facendo così operazioni estere (Extra UE). Nei casi di operazioni Extra UE è necessario distinguere anche quelle effettuate con i paesi a regime fiscale agevolato o particolare, chiamati Paesi Black List.

Riguardo alle operazioni Intra, Le aziende devono presentare alla dogana, telematicamente, i modelli: Intra 1 e Intra 1-bis per le cessioni intracomunitarie, Intra 2 ed Intra 2-Bis per gli acquisti intracomunitari.

I modelli Intra devono essere presentati trimestralmente, entro il 25 del mese successivo, se le operazioni non superano i 50.000 euro nel trimestre di riferimento, oppure se superano tale cifra devono essere presentati entro il venticinquesimo giorno successivo al mese dell'operazione.

Per le fatture di vendita Intra ed Extra UE non ci sono problemi nella registrazione contabile, in quanto la cessione intracomunitaria è non imponibile IVA art.41 c.1 e la cessione all'esportazione è non imponibile IVA art.8.

Solitamente i modelli Intra sono generati dal programma contabile in un unico file in seguito all'immissione dei dati in una apposita funzione. Tale file sarà inviato attraverso programmi come Entratel con l'ausilio della firma digitale: sarà poi rilasciata una ricevuta telematica, anche se è bene stamparsi le pagine compilate del modello per tenere traccia di quanto si è fatto.

 

L'indice dei modelli è il seguente:

 

Frontespizio Unico Beni e Servizi
- Intra1 (Cessioni di Beni e Servizi Resi)
- Intra2 (Acquisti di Beni e Servizi Ricevuti)


Sezione1 e Sezione2 – Beni
- Intra1Bis (Cessioni di Beni nel periodo di riferimento)
- Intra2Bis (Acquisti di Beni nel periodo di riferimento)
- Intra1Ter (Rettifiche a Cessioni di Beni di periodi precedenti)
- Intra2Ter (Rettifiche ad Acquisti di Beni di periodi precedenti)
 

Sezione3 e Sezione4 – Servizi
- Intra1Quater (Servizi resi nel periodo di riferimento)
- Intra2Quater (Servizi ricevuti nel periodo di riferimento)
- Intra1Quinquies (Rettifiche a Servizi resi di periodi precedenti)
- Intra2Quinquies (Rettifiche a Servizi ricevuti di periodi precedenti)

 

 

Registrazione fatture di acquisto intracomunitarie

 

Per l'acquisto intracomunitario, l'operazione è soggetta ad Iva nello Stato di destinazione del bene; l’acquirente riceve la fattura senza addebito dell’IVA e liquida l’imposta, con l’aliquota vigente, contabilizzandola sia nel registro acquisti che in quello vendite (art.38 Legge 427/93); nella cessione intracomunitaria, l’operazione non è soggetta ad IVA nello Stato di origine del bene; il cedente emette la fattura senza addebito di IVA (art.41 Legge 427/93). Per i servizi è lo stesso però cambiano i riferimenti normativi. Le fatture di acquisto devono essere opportunamente integrate e annotate sia nel registro delle vendite sia in quello degli acquisti intracomunitari
 

1) Registrare fattura Intra ed aggiungere IVA ad imponibile

DARE

Imponibile 200

IVA 40

AVERE 240

Fornitore comunitario

 

2) Fotocopiare fattura e registrarla come fattura cliente, creando un cliente fittizio ed un conto di ricavo fittizio (se il conto non esiste)

DARE

Cliente comunitario fittizio 240

AVERE

Ricavo fittizio 200

IVA 40

 

Eliminare partite fittizie con una registrazione sola

DARE

Fornitore comunitario 40 (si storna un importo pari all'IVA)

Ricavo fittizio 200

AVERE

Cliente comunitario fittizio 240 (totale)

 

 

Registrazione fatture di acquisto extracomunitarie (estere)

 

Per gli acquisti extracomunitari la riscossione dell'IVA avviene al momento dell'importazione della merce da parte dell'Amministrazione doganale. Lo spedizioniere anticipa l'IVA chiedendone il rimborso in un secondo momento unitamente ai diritti doganali e alle spese di trasporto. L'acquisto viene registrato separatamente senza IVA.

 

1) Si registra la Bolla Doganale come se fosse una fattura di acquisti con iva

DARE

Acquisti Extra CEE 1000

Iva su acquisti 200

AVERE

Dogana (fornitore fittizio) 1200

 

2) Si registra la fattura di acquisto del fornitore estero che ovviamente non contiene Iva

Acquisti Extra CEE  a Fornitore X extra CEE 1000

 

3) Le spese di sdoganamento sono anticipate dallo spedizioniere che riporta tali somme sulla fattura relativa al trasporto:

DARE

Iva su acquisti 60

Spese di trasporto 300

Anticipi rimborsati a fornitori 200 (sono escluse dalla base imponibile IVA)

AVERE

Fornitore Y 560

 

4) Giroconti che servono ad eliminare i conti in eccesso:

DARE

Dogana 1200

Avere

Acquisti Extra CEE 1000

Anticipi rimborsati a fornitori 200

 

Nota: al seguente link c'è un breve guida su come leggere una bolla doganale per ricavare i dati che ci servono http://www.attivitaconlestero.net/archivio/bolletta_doganale-GC.pdf

Gli Incoterms menzionati nella guida sono la serie di termini utilizzati nel campo delle importazioni ed esportazioni, valida in tutto il mondo, che definisce ogni diritto e dovere competente ai vari soggetti giuridici coinvolti in una operazione di trasferimento di beni da una nazione ad un'altra.

Il trasferimento di un materiale da partenza ad arrivo può essere diviso schematicamente in blocchi che coinvolgono:
- Mittente (colui che esporta la merce)
- Dogana nella Nazione di partenza
- Porto o aeroporto di imbarco
- Frontiera che può essere geografica o virtuale (porto ed aeroporto sono considerati confini di Stato)
- Mezzo di trasporto (autocarro, treno, aereo, nave) con cui la merce viene trasferita
- Infrastrutture (porto, aeroporto, magazzino doganale) di sbarco
- Dogana della nazione di arrivo
- Destinatario (colui che importa la merce).
Ogni singola sigla codificata nell'Incoterms definisce chiaramente chi debba accollarsi i costi e le responsabilità per ogni parte di trasporto, per i costi doganali in partenza ed in arrivo, per i costi assicurativi. Una parte importante (spesso trascurata) è l'indicazione, dopo la sigla, del nome specifico della località geografica, della frontiera o del porto/aeroporto a cui la sigla stessa si riferisce.
 

I dazi doganali vengono calcolati sul totale della merce più i costi di trasporto.
Oltre ai dazi, bisogna pagare l'IVA: la base imponibile sulla quale deve essere calcolata l'IVA è data dal valore doganale cui vanno sommati i diritti doganali dovuti (dazi, accise, ecc.) e l'ammontare delle spese di inoltro fino al luogo di destinazione all'interno del territorio comunitario (spese trasporto, polizze assicurative, ecc.).
Infine è importante sottolineare che la base imponibile per i dazi e per l'IVA non coincide mai ed il prezzo della fattura estera è spesso inferiore.

Per calcolare i dazi si parte dal valore in Euro fatturato (casella 22 per casella 23) aumentandolo dell'assicurazione e del nolo "fino al confine comunitario" (cosiddetto nolo extracee). Per calcolare l'IVA si parte dall'importo fatturato aggiungendo assicurazione, nolo ed anche il dazio.
 

In caso di esportazione vanno controllati i seguenti campi della bolletta doganale:
- Casella 22 : il valore e la valuta (il cambio applicato è quello doganale);
- Casella 31 e 33: la qualità della merce con riferimento anche alla voce doganale;
- Casella 38 e 41: la quantità della merce espressa con il peso netto ed eventualmente una unità di misura supplementare;
- Casella 44 : il codice N380, gli estremi della fattura di vendita;
Nel retro dell’esemplare 3: le attestazioni di avvenuta esportazione che dimostrano l’uscita dal confine doganale comunitario; di solito è il timbro della dogana di confine con la data.
 

In caso di importazione vanno controllati i seguenti campi della bolletta doganale:
- Il valore e la valuta (riquadro 22),
- La qualità e la quantità della merce (riquadri 31,35,38 e 33) con riferimento alla voce doganale,
- Gli estremi della fattura di acquisto (Cod. N380 nel riquadro 44),
- Il “calcolo delle imposizioni” (riquadro 47) e cioè i diritti liquidati e riscossi dalla dogana.

 

Il raccordo tra il valore imponibile agli effetti del dazio doganale (a carico delle merci provenienti dai paesi extracomunitari) e l’imponibile IVA può essere cosi sintetizzato :


 valore normale delle merci franco partenza (FOB)
+ spese di trasporto e assicurazione sino alla frontiera CEE
 ______________________________________________
= base imponibile per il dazio doganale
+ dazio doganale e altri diritti
+ spese fino alla frontiera italiana
+ spese di inoltro al luogo interno di destinazione
 ______________________________________________
= base imponibile IVA
 

Qui ulteriori informazioni su come registrare la bolletta doganale: http://www.consulentia.it/roma-viterbo_Importazioni_e_registrazione_bolletta_doganale.php

 

 

I paesi black list

 

Le caratteristiche peculiari dei Paesi cosiddetti "black list" sono sostanzialmente rappresentate da:
- un livello di tassazione sensibilmente inferiore
- un regime particolarmente liberale di costituzione e disciplina delle società (agevolato spesso e tutelato da un rigido segreto bancario che vanifica ogni tentativo di accertamento valutario) in cui risulta possibile realizzare atti formalmente legittimi, ma idonei a occultare proventi di attività lecite e illecite.

L'articolo 110, comma 10 Tuir, prevedendo l'indeducibilità delle spese e degli altri componenti negativi derivanti da operazioni intercorse con imprese, e da ultimo anche professionisti, residenti ovvero localizzati in territori a fiscalità privilegiata, punta a impedire la contabilizzazione da parte dell'impresa nazionale di costi esteri in realtà inesistenti, o quanto meno sovrastimati.

Essendo la normativa potenzialmente sanzionatoria anche per gli operatori che pongono in essere reali e regolari operazioni economiche con soggetti localizzati in paesi "black list", il legislatore nazionale garantisce agli stessi la possibilità di dimostrare la regolarità delle operazioni poste in essere.

La normativa vigente prevede, infatti, che il criterio di indeducibilità dei costi non operi qualora le imprese residenti in Italia forniscano alternativamente la prova che:
1.le imprese estere svolgono prevalentemente un'attività commerciale effettiva
2.ovvero che le operazioni poste in essere rispondono a un effettivo interesse economico dell'operatore nazionale
3.le operazioni hanno avuto concreta esecuzione.

 

Qui è possibile consultare l'elenco dei paesi black list:

http://www.sinthema.it/repository/docs/allegato/Elenco_paesi_black_list.pdf

 

 

Lettere di credito

 

Non bisogna confondere le fatture estere con la lettera di credito che è un documento, emesso da un istituto di credito, che funge da garanzia affinché un soggetto possa ottenere un finanziamento da parte di altri soggetti, che possono essere a loro volta delle banche oppure dei fornitori.
Viene usata spesso nelle operazioni di esportazione e importazione (credito documentario) quando l'acquirente mette a disposizione del venditore una determinata somma per la fornitura di beni e servizi; somma che il venditore riceverà solo a determinate condizioni pattuite in partenza e che la banca si fa garante di controllare. Per la regolamentazione di queste operazioni si fa riferimento alle Norme ed Usi Uniformi.

Tra questi documenti sono usualmente richieste le fatture commerciali, un documento di trasporto (lettera di vettura terrestre, lettera di vettura aerea, lettera di vettura ferroviaria, polizza navale ecc.) normalmente fornito dallo spedizioniere incaricato del trasporto, un certificato di assicurazione, un certificato di origine, un certificato di qualità, un elenco delle merci spedite ecc.ecc. La banca ha l'impegno di controllare la correttezza della documentazione fornita e, in caso positivo, di accreditare l'importo della lettera di credito al beneficiario.

Per maggiori approfondimenti Clicca qui (PDF)

 

 

 

Il sito che tratta
di materie economiche

http://studieconomici.altervista.org