Gli errori più gravi commessi dai datori di lavoro nei confronti dei dipendenti

 

 

Il problema principale nelle aziende è che i datori di lavoro, o comunque chi ne fa le veci, non capiscono che i dipendenti non sono l'equivalente di "macchine" che lavorano per soldi, ma sono persone che per rendere devono essere motivate, ed il loro rendimento influenza in modo importante l'andamento dell'azienda. I danni che possono fare dipendenti demotivati possono essere enormi.

Quindi, ecco il primo errore grave commesso dai datori di lavoro: disinteressarsi della motivazione del dipendente o, peggio, mettere in campo comportamenti che la diminuiscono. Motivazione e rendimento sono strettamente connessi, come come rendimento dei dipendenti ed andamento dell'azienda lo sono.

 

La motivazione è come un fuoco, va sempre alimentata. A parità di trattamento, nel tempo la motivazione decresce lentamente ma costantemente, pertanto periodicamente vanno appositamente proposte ed inserite delle gratificazioni che servono a ravvivarla.

Queste gratificazioni possono essere di vario tipo, come degli incentivi economici o piccoli aumenti di stipendio posizionati in modo strategico nel tempo, oppure come complimenti e riconoscimento del lavoro svolto. Attenzione perché sono punti fondamentali che il datore di lavoro trascura troppo spesso.

Il lavoratore che per anni rimane sempre con lo stesso stipendio inizierà inevitabilmente a percepire la sensazione di essere sottopagato per il lavoro che fa, il che è la morte della motivazione e quindi del rendimento. Alle volte basta poco, un aumento di stipendio di piccola entità ma periodico, anziché il solito aumento di importo più rilevante, insomma qualcosa di distribuito nel tempo.

In aggiunta, o in alternativa, è possibile usare l'altrettanto ed economicissimo metodo della gratificazione psicologica verbale, quindi apprezzamenti diretti sul lavoro svolto e sulla persona, nonché piccoli gesti periodici come offrire colazioni o pizze di gruppo. Dei semplici apprezzamenti possono fare miracoli sulla motivazione dei lavoratori.

 

Il secondo grave errore che commette il datore di lavoro è non mettere il lavoratore in condizione di lavorare in modo tranquillo ed efficiente, il che è purtroppo una situazione incredibilmente diffusa.

Non ci vuole un genio per capire che un lavoro richiede concentrazione e che quindi le fonti di distrazioni sono dei nemici terribili per il rendimento. Per quanto assurdo, questo concetto sembra non essere percepito da molti datori di lavoro, che anzi tendono paradossalmente ad incrementare il problema.

Il che significa che non bisogna mettere troppe persone a lavorare insieme nello stesso luogo o nella stessa stanza, altrimenti la somma delle chiacchiere e le azioni di più persone renderanno difficile lavorare. Ancora peggio se per esempio si parla di un ufficio amministrativo, dove la concentrazione è importantissima, e quindi il rendimento calerà con l'aumentare del numero di persone nella stanza, perché ognuno di essa porterà delle distrazioni.

Inoltre, bisogna tener conto che chi svolge lavori di precisione non può svolgere anche lavori che implicano distrazione, come ad esempio smistare le telefonate o gestire il citofono del portone aziendale o fare reception, che anzi indurrebbero ad errori oltre ad un calo di rendimento.

Lo stesso discorso vale per macchine che possono provocare distrazioni, come la macchinetta del caffè o il distributore di alimenti, che vanno tenuti in aeree lontano da quelle dove si lavora, pensate a posizionarle ad esempio dentro la stanza dove si lavora, avrebbe conseguenze sempre di induzione ad errori e a cali di rendimento.

Anche la posizione del luogo di lavoro è importante, perché il lavorare ad esempio in un luogo di passaggio indurrebbe a distrazioni costanti. Così come è importante fare discussioni e spiegazioni in appositi luoghi e non dove soggetti non interessati alla questione stanno svolgendo il loro lavoro.

Tutto ciò sembra ovvio, ma ancora oggi i lavorati sono oggetto di richiami o addirittura di licenziamento per errori o scarso rendimento a causa del fatto che non vengono messi in condizione di lavorare senza distrazioni. E, ancora peggio, tutt'oggi i datori di lavoro neanche si rendono conto che ritardi o inefficienze sono causa di questo fenomeno.

 

Il terzo grave errore dei datori del lavoro è di non spendere per far lavorare il lavoratore in modo efficiente, generando di conseguenza inefficienza e malcontento, nonostante investire denaro, in genere piccole somme, per far lavorare meglio una persona è ovviamente una cosa giusta. Tuttavia, troppo spesso nella realtà non è così, e quindi si lascia ad esempio il lavoratore con una attrezzatura obsoleta o scomoda, fosse anche un monitor del computer troppo piccolo per lavorare bene o un computer troppo lento.
La gravità assoluta è quando è il dipendente stesso a chiedere un'attrezzatura per lavorare meglio ed il datore di lavora la nega, e non è neanche necessario quanto demotivante e generatore di inefficienze possa essere un gesto del genere. Spesso davvero per risparmiare pochi euro si perde di vista l'obiettivo principale di qualsiasi azienda: efficienza e motivazione dei dipendenti, e così il risparmi si traduce in una perdita economica maggiore per la diminuzione del rendimento.

 

Un ultimo grave errore di cui parleremo, si compie quando il datore di lavoro si comporta col dipendente non più come tale ma come un amico o comunque come un collega di lavoro, o ancora come una persona che si prende molta confidenza. Contrariamente a quanto si pensa, questo non fa piacere in genere ai lavoratori, per due motivi.

Primo perché essendo, una parte debole, i lavoratori non possono essenzialmente comportarsi come vogliono col datore di lavoro, creando così una situazione in cui si subisce senza poter replicare, con conseguente frustrazione.

Secondo perché nonostante le apparenze, il lavoro pretende sempre una certa serietà dal datore di lavoro, e quindi può essere davvero devastante vedersi arrivare risposte poche serie a richieste che gli vengono fatte.

 

Ecco, questi gravi errori portano ad inefficienza, demotivazione, e altre conseguenze che danneggiano l'azienda, oltre che ovviamente danneggiare i lavoratori. Purtroppo oggi ci si improvvisa datori di lavoro, non esiste un corso o una formazione che insegni loro l'evitare errori gravi come quelli prima descritti, ed anzi sempre più spesso si vedono datori di lavoro che sembrano incapaci di vedere situazioni del genere che hanno proprio davanti agli occhi, finendo perfino per incentivarle.

 

 

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