L'apertura e la chiusura dei conti


L'apertura dei conti è quanto meno semplice poiché il programma contabile riprende le voci patrimoniali chiuse a fine anno e le riapre facendo la scrittura inversa. Devono essere invece girocontati manualmente i ratei, i risconti e le rimanenze finali.

 

Operazioni di chiusura esercizio

 

Vengono effettuate con data 31/12, e sono:

 

- Rilevazione fatture da emettere e da ricevere (vedi l'apposito paragrafo)

 

- Rilevazione Ratei e Risconti (vedi l'apposito paragrafo). Verificare anche l'esistenza di Ratei e Risconti aperti dall'anno scorso e non girocontati nell'esercizio in corso.

 

- Fare la svalutazione crediti del 5 per mille annuo, si fa sui crediti in bilancio: svalutazione crediti v/clienti a Fondo svalutazione crediti

 

- Controllare se nel corso dell'esercizio è stato fatto il giroconto per la destinazione dell'utile dell'anno precedente, come da verbale di assemblea: utili portati a nuovo a Riserva Legale ed a Riserva Straordinaria

 

- Rilevazione ammortamenti (vedi l'apposito paragrafo)

 

- Costituzione ed adeguamento dei Fondi Rischio

 

- Rilevazione rimanenze di magazzino, sono dei costi sospesi: magazzino merci a merci c/rimanenze finali

 

- Capitalizzazione di costi per immobilizzazioni realizzate internamente

 

- Contabilizzare TFR, INAIL, Ratei quattordicesima e ferie (questi dati lì deve dare il consulente del lavoro).

Per il TFR si farà:

DARE: TFR (costo annuo)

AVERE: Fondo TFR e Erario c/imposta sostitutiva 11% TFR (imposta di rivalutazione)

Per l'INAIL annuale si farà:

Oneri sociali INAIL a Debiti verso INAIL

 

Nota: prima della chiusura definitiva vanno registrate, entro il 28 febbraio dell'anno successivo, tutte le fatture con data dell'anno in corso che ci sono pervenute, in quanto si deve fare la comunicazione IVA annuale sulla base delle liquidazioni mensili.

 

 

I Ratei e i risconti

 

I ratei integrano (aggiungono) quote di costi e ricavi all'esercizio in chiusura. Essi sono quote di entrate e di uscite future relative a ricavi e costi già maturati ma non ancora rilevati, che avranno la loro manifestazione finanziaria nell'esercizio successivo (quindi manca la manifestazione finanziaria).

Con il rateo attivo (in Dare) l'azienda aggiunge quote di ricavi. Con il rateo passivo (in Avere) l'azienda aggiunge quote di costi.

es. 31/12 Interessi passivi a Ratei passivi.

 

I risconti sono operazioni di rettifica, sottraggono quote di costi e ricavi dell'esercizio in chiusura. I risconti sono quote di costi e ricavi aventi manifestazione finanziaria anticipata nell'esercizio in chiusura, già rilevati contabilmente ma non ancora maturati per competenza economica.

Con il risconto attivo (in Dare) l'azienda sottrae quote di costi, con il risconto passivo l'azienda sottrae quote di ricavi (in Avere)

Es. 31/12 Risconti attivi a Premi assicurativi

 

Per il calcolo si usa il seguente metodo:

Mesi/giorni durata totale dell'operazione (A) : mesi/giorni per il calcolo del rateo/risconto (B) = importo (C) : X

quindi si moltiplicherà B per C ed il risultato si dividerà per A, ottenendo così l'importo per il rateo o per il risconto.

 

 

Fatture da ricevere e da emettere

 

La rilevazione fatture da emettere e da ricevere avviene per i beni che non sono ancora stati fatturati ma c'è la bolla di consegna. Questi conti si chiuderanno quando arriverà la relativa fattura.

Per le fatture da ricevere al 31/12: Merci c/acquisti a fornitori c/fatture da ricevere

Per le fatture da emettere al 31/12: clienti c/fatture da emettere a Merci C/Vendite ed a Iva a debito.

Quando arriva la fattura o la si emette si farà la scrittura inversa (tranne per l'IVA a debito). Se gli importi di queste fatture sono diversi da quelli registrati in precedenza, per la differenza si userà il conto sopravvenienze attive o passive, ed in più si aggiunge il conto con l'IVA non rilevata.

 

 

Rilevazione degli ammortamenti

 

La procedura dell'ammortamento è prescritta dal Codice Civile (art. 2426 c.c.) ai fini della redazione del bilancio d'esercizio. Altra cosa è l'ammortamento dettato dal legislatore fiscale, il quale si applica in sede di determinazione della base imponibile ai fini della liquidazione delle imposte. Quello civilistico è libero; quello fiscale deve essere determinato in base a precise aliquote di ammortamento previste dal fisco (pubblicate con decreto ministeriale ogni anno), che indicano la quota massima deducibile ai fini della determinazione del reddito d'impresa fiscalmente imponibile. Molto spesso le aziende ritengono le aliquote fiscali adeguate anche sul piano civilistico e le utilizzano, ma lo fanno per libero arbitrio.

Nell'esercizio in cui il bene viene acquistato/prodotto è possibile applicare una aliquota di ammortamento ridotta, pari al 50% all'aliquota ordinaria stabilita dalla legislazione fiscale.

 

Per le immobilizzazioni materiali si applica il metodo indiretto che fa uso del fondo ammortamento:

Macchinari a Debiti verso fornitori 100 (Acquisto)

Ammortamento Macchinari a Fondo Ammortamento Macchinari 20 (ammortamento)

Per conoscere il valore residuo del macchinario bisogna fare Macchinari 100 - Fondo Ammortamento Macchinari 20

 

Per le immobilizzazioni immateriali si applica il metodo diretto:

Brevetti a Debiti verso fornitori 250 (acquisto)

Ammortamento a brevetti 50  (ammortamento)

Per conoscere il valore residuo del brevetto basta controllare il saldo del mastrino Brevetti.

 

 

Il sito che tratta
di materie economiche

http://studieconomici.altervista.org