L’orientamento strategico della gestione

 

Gli atteggiamenti imprenditoriali di attesa, anticipatorio e attivo:

Nei confronti dell’evoluzione dell’ambiente esterno, l’imprenditore o il gruppo imprenditoriale può adottare tre differenti tipi di atteggiamenti:

1) un atteggiamento di attesa (ripetitivo), che consiste nell’aspettare il verificarsi di fenomeni evolutivi nel mercato per promuovere (soltanto dopo che essi si sono chiaramente verificati) gli opportuni adattamenti della gestione.

2) un atteggiamento anticipatorio (difensivo), che si traduce nell’attuazione di uno sforzo costante di previsione dei mutamenti ambientali, allo scopo di poter realizzare, in modo anticipatorio e tempestivo, le necessarie modifiche nei comportamenti di gestione.

3) un atteggiamento attivo (di sviluppo o innovativo), che si concreta nella promozione di azioni tendenti ad influenzare l’ambiente nel senso più favorevole alle prospettive di sviluppo aziendale.

 

La gerarchia delle strategie aziendali: strategie complessive, competitive e funzionali:

La strategia rappresenta sempre un comportamento imprenditoriale di tempo lungo finalizzato al raggiungimento di obiettivi primari della gestione (formulato a livello alto-direzionale). Quindi fissare la strategia significa programmare l’impiego delle risorse aziendali in funzione di obiettivi innovativi di tempo lungo.

Le strategie aziendali si ordinano secondo una precisa gerarchia, che vede al vertice le strategie complessive (strategia d’impresa), al centro quelle competitive (strategie d’area d’affari) e alla base quelle funzionali (strategie di produzione, di vendita, di finanza, ecc.).

La strategia complessiva stabilisce in quali settori o aree d’affari l’azienda vuole investire le sue risorse e individua le politiche di mercato che, all’interno di ciascuna area d’affari, consentiranno alle imprese di realizzare gli obiettivi competitivi.

L’allocazione delle risorse sarà influenzata dalla possibilità di competere con successo (strategie competitive). Infatti le strategie competitive definiscono gli obiettivi e le politiche  da adottare per fronteggiare la concorrenza e acquisire la clientela, puntando sui vantaggi competitivi conseguibili.

A livello sottostante si pongono poi le strategie funzionali che debbono essere strumentali rispetto alle strategie competitive prescelte; essi si chiamano anche strategie operative poiché riguardano le modalità di attuazione delle funzioni di gestione.

La strategia complessiva si articola in una serie di strategie settoriali, le quali saranno formulate da unità strategiche a sé stanti, le cosiddette SBU (strategic business units) a cui sarà confidato anche l’uso delle risorse da impegnare nel particolare settore.

 

Il percorso strategico: previsioni, obiettivi, strategia, struttura:

I comportamenti imprenditoriali di tempo lungo dovranno essere definiti secondo un percorso che prevede quattro fasi o momenti principali. Il primo è quello della formulazione delle previsioni ambientali e di mercato che servono come riferimento per l’individuazione degli obiettivi da raggiungere nel tempo lungo. In funzione di tali obiettivi saranno successivamente definita la strategia e adattata la struttura organizzativa aziendale.

 

L’orientamento strategico di fondo:

Le singole scelte strategiche appaiono sempre legate da un orientamento comune incentrato su alcuni valori di fondo condivisi dal vertice aziendale. In sostanza vi è un orientamento strategico di fondo che indirizza i comportamenti imprenditoriali ed è rappresentato dal complesso di valori posti a base della vita aziendale connessi con il ruolo da rivestire nella società, con i bisogni sostanziali da soddisfare, con i principi etici da diffondere e far applicare all’interno dell’organizzazione.

 

La distinzione tra strategie intenzionali ed emergenti:

Le decisioni strategiche possono derivare dal presentarsi di opportunità ed avere una matrice casuale, ma solo in pochi casi la loro assunzione può portare ad un mutamento dell’orientamento strategico, poiché queste decisioni sono prese in conformità con l’orientamento strategico e con il loro aggregarsi danno corpo alla strategia, che pertanto è la somma di decisioni strategiche intenzionali e occasionali.

 

 

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